Lili e la torre misteriosa

C’era una volta una bella bimba che abitava in una collina di fronte ad un grande castello disabitato. Tanti anni prima nel castello vivevano un re ed una regina ma ormai si erano trasferiti altrove e ormai da tempo il castello era rimasto vuoto.

Lili restava ore ed ore affacciata alla sua finestra guardando il grande castello e fantasticando di essere la principessa che lo abitava. Sognava di girare per i grandi saloni vestita di splendidi abiti luccicanti e immaginava la grande sala da ballo con lei al centro, durante una meravigliosa festa, che danzava insieme ad un bel principe.
Una sera che come al solito Lili stava fantasticando sul castello, vide che da una delle stanze della torre c’era una finestra accesa. Si strofinò gli occhi pensando di aver visto male ma in effetti una fioca luce proveniva proprio da una delle finestre.
Il mattino seguente Lili raccontò quello che aveva visto al suo papà.
“Probabilmente ti sei immaginata tutto, lo sai che il castello è disabitato”.
La sera seguente, Lili si mise di nuovo a guardare dalla finestra e dopo poco vide ancora una luce provenire da una delle finestre della torre.
Il giorno seguente raccontò ancora al suo papà quello che aveva visto è ancora una volta lui le disse che non poteva essere vero.
Lili era troppo sicura di quello che aveva visto nelle due sere precedenti e così anche quella sera quando andò a letto, spense la luce e si mise ad osservare la torre. Ancora una volta da una delle finestre vide una luce accesa ma questa volta però chiamò subito il suo papà che corse in camera a vedere.
Con suo grande stupore, anche il papà di Lili dovette ammettere che effettivamente c’era una luce accesa in una delle torri del castello.
“E se andassimo a vedere di cosa si tratta?” Disse ad alta voce il papà di Lili guardandola negli occhi.
“Ma non hai paura papà?” rispose lei un po’ preoccupata.
“Certo che no, cosa vuoi che ci succeda. Magari c’è qualcuno che ha bisogno di aiuto. Forza andiamo a vedere”. E così dicendo Lili ed il suo papà si vestirono e armati di torcia elettrica di incamminarono verso il castello.
Arrivarono ai piedi della torre e la finestra in alto era ancora illuminata. Papà e figlia entrarono nella torre e cominciarono a salire le scale.
Arrivati nei pressi della stanza illuminata videro che la luce si era spenta. Entrarono e ispezionarono la camera con le loro torce elettriche. Nella stanza c’era uno strano odore come di candeline quando si soffia per spegnere la torta di compleanno.
Fu allora che una delle torce illuminò una piccola famiglia di topolini vicino ad una candela spenta e ancora fumante.
“Ma allora siete voi che ve ne andate in giro per il castello con questa candela” disse Lilli tirando suo padre per la manica della giacca.
I topini sembravano impauriti ma Lili ed il suo papà non avevano intenzioni cattive.
“Cosa andate cercando? Forse possiamo aiutarvi” disse il papà di Lili.
Papà topo inizio timidamente a parlare “qualcuno a rubato il nostro formaggio e così durante la notte andiamo in giro per il castello nella speranza di ritrovarlo”.
“Oh poverini, ma dov’era nascosto questo formaggio? Portateci nella vostra tana” disse Lili sinceramente preoccupata.
Papà topo fece strada seguito da mamma topo e dai suoi tre topolini. Lili ed il suo papà li seguivano con attenzione.
Quando arrivarono alla loro tana, bastò un attimo per capire cosa era successo. Nessuno aveva rubato il formaggio, semplicemente le assi di legno avevano ceduto e il formaggio era finito all’interno di un doppio fondo nel pavimento. Lili tirò via tutte le assi aiutata dal suo papà ed in pochi attimi riportarono alla luce dei succulenti e profumati pezzi di formaggio.
“Evviva” esultarono i topini affamati e stanchi dopo le inutili ricerche.
Papà topo ringraziò per l’aiuto e salutò i suoi nuovi amici.
Lili ed il suo papà tornarono a casa felici di aver aiutato quella simpatica famiglia di topini in difficoltà.

E se vi state chiedendo come mai i topini non sentissero l’odore del formaggio, beh nel mondo di Lili succedono cose strane ed imprevedibili, a volte semplici ma che diventano magiche nella mente di un bambino che ha voglia di sognare.

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