Lili e il cucciolo spaventato

Un sabato mattina come tanti Lili entrò in casa correndo e con la faccia impaurita.

Mamma e papà che erano in cucina la guardarono e chiesero cosa fosse successo e quale fosse il motivo di quell’espressione spaventata.

Lili raccontò che mentre stava giocando con la palla nel prato in fondo al boschetto vicino casa era saltato fuori un brutto cane e aveva iniziato ad abbaiarle contro mostrando i suoi grossi denti bianchi. Impaurita si era messa a correre ed era scappata via.


Il papà disse che forse il cane non aveva realmente intenzioni ostili e probabilmente era a sua volta spaventato per via del rumore o della palla.

Dopo aver preso lo zaino, papà e figlia si incamminarono verso il boschetto per incontrare il feroce cane che aveva spaventato la piccola bambina.

Arrivati al prato, si guardarono intorno ma non videro nulla, il cane sembrava scomparso. Dopo aver guardato in giro per un bel pò, finalmente trovarono il cane dietro un cespuglio. Nel guardarlo il papà pensò che non sembrava così tanto feroce.

Era marrone con la punta delle orecchie bianche ed era sdraiato per terra che si leccava la zampa ferita.

“poverino, guarda Lili, ha una zampa ferita, povero cucciolotto” furono le parole del papà quando vide il cane.

Lili lo osservò e in effetti si rese conto che il cane non era poi così grande e spaventoso come quando era saltato fuori dal cespuglio. Probabilmente la paura le aveva giocato un brutto scherzo e il cagnolino aveva abbaiato nel tentativo di difendersi pensando che Lili volesse fargli del male.

Il papà tirò fuori dal suo zaino un pezzo di pane duro e lo offrì al cagnolino impaurito che dopo un primo momento di diffidenza, annusò il pane e poi cominciò a mordicchiarlo.

“Va a chiamare la mamma e dille di portare una benda e del disinfettante”

Lili corse via e dopo poco fu di ritorno con la sua mamma. Nel frattempo il cagnolino aveva finito di mangiare e adesso il papà lo aveva preso in braccio e lo stava accarezzando. Il cagnolino era veramente un piccolo cucciolo e in braccio al suo papà sembrava ancora più piccolo. Lili provò tenerezza per lui. “oh mamma fa qualcosa per lui, ha una zampa ferita”

“Certo tesoro, non preoccuparti, siamo qui per questo. Adesso mettiamo una bella benda e poi lo portiamo di corsa dal veterinario che si prenderà cura di lui nel migliore dei modi”

“ve-tre-ni-ra-rio? cos’è mamma?” chiese Lili che non aveva mai sentito quella strana parola.

“piccola mia, il ve-te-ri-na-rio è il dottore che cura gli animali. I bimbi come te vanno dal pediatra mentre i cuccioli come lui vanno dal veterinario. Lui saprà cosa fare per farlo guarire presto e bene”.

Qualche ora dopo il cucciolo era lavato e medicato e gironzolava allegro dentro lo studio del veterinario.

“Ecco qua” disse il medico, “con qualche giorno di riposo tornerà come nuovo. Resta solo da ritrovare il suo padrone, avete visto? porta un collare, si chiama Pongo”.

“torniamo a casa nostra e vediamo se qualcuno sta cercando Pongo vicino al boschetto, nel frattempo lui resterà qui dal dottore per rimettersi in forze” disse il papà a Lili e così salirono in macchina e tornarono a casa.

Giunti nei pressi del boschetto, sentirono una voce di bambina che chiamava disperata “Pongoooooo, dove sei? Pongoooo vieni qua, sono io”.

Videro una bambina non più grande di Lili con i capelli corti e neri che correva qua e la urlando a squarciagola il nome del cucciolo.

Lili e il suo papà spiegarono cosa era successo e una volta chiamato anche il papà di Sofia, era questo il nome della bimba, andarono tutti dal veterinario a recuperare Pongo.

Lili non aveva mai visto Sofia prima di allora e scoprì infatti che si erano trasferiti da poco in una casa non molto lontano dalla sua perché il suo papà aveva cambiato lavoro.

Lili fu molto felice perché aveva trovato una nuova amica e aveva la certezza che avrebbe giocato ancora con il piccolo Pongo.

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