Giochiamo con i mattoncini per riflettere sul mondo dell’educazione

Che il metodo LEGOⓇ SERIOUS PLAYⓇ (LSP) presentasse delle grandi potenzialità di lavoro e riflessione nel contesto educativo, lo avevamo ben intuito, ma non pensavamo potesse essere una pratica così dirompente, capace di sconvolgere gli schemi mentali ed educativi pregressi.

E’ un approccio che fa emergere idee nuove e che stimola l’emotività attraverso un susseguirsi vorticoso di domande (poste dal facilitatore), risposte ottenute creando un modello con i mattoncini LEGOⓇ e il racconto delle metafore e simbologie che stanno dietro al modello realizzato.

Abbiamo proposto questo metodo alle educatrici dell’Asilo Nido e della Scuola dell’Infanzia Mavalà di Macherio e, in prima battuta, mi sono posta come osservatrice, curiosa, della pratica LSP e delle risposte scaturite dal gruppo.

Attraverso la costruzione con i mattoncini, le educatrici hanno creato metafore e hanno lavorato entrando in scenari immaginari; il metodo ha facilitato i processi di comunicazione e ha permesso al pensiero creativo di venire a galla.

Le educatrici hanno lavorato provando in prima persona quello che nel metodo LSP è il concetto di “hard fun” ovvero divertirsi faticando proprio perché si lavora su piani differenti non sempre tutti facili da gestire.

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Il workshop ha permesso ad ognuna di loro, prima di aprirsi rivolgendo lo sguardo su di sé e sul proprio stile educativo, dopo riflettendo su quello che si sta facendo con i bambini singolarmente e come gruppo, il tutto per comprendere e capire meglio i gesti concreti, agiti tutti i giorni, in asilo.

Come sappiamo, le attività manuali, associate a quelle cognitive, permettono di raggiungere gli apprendimenti più profondi e duraturi, esattamente come succede nei bambini.

L’esperienza formativa ha toccato le tre dimensioni fondamentali dell’azione pedagogica:

  1. creatività e costruttività di saperi nuovi attraverso il “gioco serio” con l’uso dei mattoncini LEGOⓇ;
  2. riflessioni sulla latenza pedagogica e i vissuti personali relativi al proprio ruolo educativo;
  3. confronto in èquipe.

Dal mio punto di vista questa metodologia si pone come nuovo e ulteriore strumento a disposizione di docenti ed educatori per sviluppare e riflettere al meglio sul proprio ruolo. In questo workshop è emerso infatti, da parte di ogni insegnante, coraggio, capacità di mettersi in gioco, capacità di ascolto dei propri pensieri e di quelli delle colleghe: le educatrici si sono prese cura del loro sé!