Ralph spacca Internet, il digitale a portata di mano

Quando qualche giorno fa mia figlia ha insistito per andare al cinema a vedere Ralph spacca Internet devo dire di non aver reagito con particolare entusiasmo. I cartoni animati mi piacciono ma oggigiorno ne producono talmente tanti in un anno che in certi casi la qualità lascia un po’ a desiderare; nel caso di questo cartone animato mi sono dovuto ricredere fin dalle prime battute e mentre lo guardavo mi venivano in mente i molti aspetti educativi che hanno a che fare con il nostro mondo digitale e sui quali poter lavorare insieme ai bambini.

Gli autori sono riusciti di fatto a rendere reale un mondo interamente composto da impulsi elettrici, da zero e uno, come dice la stessa protagonista nella prima parte del film. Siamo talmente abituati a connetterci ad Internet con il nostro pc o smartphone che nemmeno ci chiediamo cosa succede ogni volta che lo facciamo.

Molti di noi chiedono erroneamente “tu hai internet?” per indicare la presenza in casa dello scatolotto di turno di uno dei noti gestori di telefonia. Come risulta ben chiaro nel film, Internet non si possiede. Lo scatolotto che abbiamo in casa, il router, ci permette di accedere ad Internet, un luogo virtuale composto da milioni di computer sparsi per il mondo.

Su Internet siamo ormai in grado di fare qualunque cosa: leggere un giornale, comprare un paio di scarpe, prenotare una visita medica. Quando dalla nostra tastiera digitiamo un indirizzo web sul nostro browser o clicchiamo su un link di un banner o una mail, il router non fa altro che “impacchettare” la nostra richiesta e spedirla in rete prima sfruttando il wi-fi o la linea telefonica di casa e poi utilizzando i tralicci dell’alta tensione che comunque collegano tra loro i vari ripetitori. Questo passaggio che spesso viene ignorato è rappresentato molto bene dai due protagonisti che vengono spediti all’interno di una capsula e sorvolano un’enorme megalopoli con edifici e palazzi, la rappresentazione fisica di Internet da parte degli autori. Sorvolando questa megalopoli si possono vedere:

  • palazzi grandi con grosse insegne in evidenza: Amazon, Google, YouTube, solo per citarne alcuni.
  • Uccellini che svolazzano liberi nel cielo cinguettando le cose più strane, i tweet di Twitter.
  • Treni dai lunghi vagoni con una busta sopra, le e-mail in viaggio.

I protagonisti arrivano in un enorme piazza da dove è possibile prendere diverse strade o eventualmente rivolgersi ad alcuni centri assistenza specializzati: i motori di ricerca. Quello scelto da Ralph e Vanellope si chiama LeSoTutte e pur essendo un motore di ricerca di fantasia presenta tutte le funzionalità base alle quali Google ci ha ormai abituati:

  • Il completamento automatico della ricerca. Il simpatico omino cerca di indovinare cosa vuole dire Ralph semplicemente sentendo la prima sillaba. Quando cominciamo a digitare una parola tipicamente Google propone parole attinenti cercando di indovinare l’argomento di interesse.
  • la cronologia di ricerca e le nostre preferenze, i cookies. Il simpatico omino nota che Vanellope non è nel suo registro e quindi non ha una cronologia di ricerca attiva. Quando poi la bambina ritorna successivamente dal nostro omino, lui si ricorda che lei è gentile e ringrazia una volta ottenuta la risposta. Quando iniziamo a usare un motore di ricerca lui memorizza quello che cerchiamo e attraverso i cookies, delle annotazioni su quello che abbiamo cercato, e ci propone successivamente argomenti attinenti. Avete presente? Cerco delle scarpe e successivamente sul browser appaiono pubblicità di scarpe o calze?
  • Il reindirizzamento verso i siti di destinazione ovvero quelli oggetto della ricerca. Quando clicchiamo su un link saltiamo al sito di destinazione. Nel film questo avviene con un magico seggiolino che appare sotto i personaggi e li trasporta, come fosse una navetta, verso il sito prescelto.

Nell’enorme piazza si nota una gran confusione e un sacco di personaggi con dei cartelli in mano che promuovono le cose più strane: sono i banner e le finestre pop-up, tutte le pubblicità che oggi ritroviamo all’interno di quasi ogni sito commerciale che andiamo a visitare.

L’articolo diventerebbe molto lungo ma i protagonisti si trovano ad affrontare veramente mille avventure passando per:

  • i video virali su BuzzzzTube e personaggi che donano cuoricini in segno di apprezzamento (vi ricorda qualcosa?),
  • il dark internet alla ricerca di un virus informatico per infettare un videogames sfruttando le debolezze presenti nel codice (questo è quello che tipicamente fa un virus informatico, viene progettato per identificare delle vulnerabilità all’interno di un programma e agisce su di esse per rallentarlo o renderlo inutilizzabile),
  • un videogames senza regole dove gli utenti esplorano un mondo gigantesco alla ricerca di sfide e tesori (Fortnite vi dice qualcosa? Oggi è sicuramente uno dei più discussi e redditizi),
  • i commenti indesiderati degli haters e quindi il lato cattivo che internet può tirare fuori da ciascuno di noi,
  • i guadagni su internet, se sai cosa fare e come.

Se sei un insegnante che si occupa di digitale a scuola o sei comunque interessato a trattare il tema con i bambini, non puoi non vedere questo film e lasciarti ispirare dai mille spunti che esso fornisce. Ogni argomento può essere trattato in maniera leggera, come nel film, o approfondito per dare ulteriori informazioni e spiegare meglio alcuni aspetti della nostra vita digitale che ad oggi vengono dati troppo spesso per scontati o peggio ignorati.

Buon lavoro a tutti

Un commento su “Ralph spacca Internet, il digitale a portata di mano

  1. Pingback: Il digitale con Ralph: lezione 1 | LibroGiocando Officina Educativa

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