Il digitale con Ralph: lezione 2

Continuiamo con l’esplorazione di Ralph Spacca Internet e questo mese ci occupiamo di alcuni concetti veramente basici che normalmente tutti ignorano, nativi digitali e non.

Quando Ralph e Vanellope si intrufolano nello scatolotto di Internet eludendo la sorveglianza del guardiano, arrivano all’interno di un router. Il router è appunto il dispositivo elettronico che consente alle informazioni di viaggiare in rete partendo dalla nostra casa. Una volta che il sig. Litwak, il proprietario della sala giochi, attiva la connessione alla rete, si vede partire un puntino luminoso dalla piccola antenna presente sul PC che arriva fino all’antenna del router WIFI. All’interno del router appare quindi un piccolo omino con le sue sembianze, una specie di caricatura; gli autori hanno pensato di esprimere in questo modo il concetto di avatar o identità digitale.

L’identità digitale

Quando navighiamo in rete siamo sempre identificabili o meglio lo è il dispositivo dal quale navighiamo. Poiché risulta praticamente obbligatorio ormai per qualsiasi sito o servizio avere un profilo on-line ovvero una identità digitale tipicamente composta da dati anagrafici e indirizzo mail, nel tempo il termine avatar è stato utilizzato per identificare la nostra rappresentazione grafica digitale all’interno di un sito e più in generale in rete.

L’avatar del sig. Litwak sale sulla piattaforma del router e dopo essere incapsulato all’interno di un contenitore trasparente viene sparato fuori dal router, attraverso i fili e poi sui tralicci dell’alta tensione per arrivare all’interno di uno scatolotto che converte il segnale analogico in digitale e poi… Internet.

I pacchetti di dati

  • Se mio figlio di 3 anni prende in mano uno smartphone riesce facilmente a sbloccarlo e fare delle semplici attività come guardare le foto, telefonare o navigare su internet.
  • Mia figlia di 9 anni è affascinata dai video su YouTube che parlano di creatività o di indovinelli e curiosità.
  • Mia mamma ottantenne usa lo smartphone per chattare con Whatsapp e condividere le foto dei nipotini con parenti e amici.
  • Tu magari stai proprio usando lo smartphone per leggere questo articolo dal nostro sito web in questo istante.

Qualunque sia il soggetto che utilizza oggi uno smartphone o un PC, ignora completamente il fatto che quel dispositivo è connesso alla rete e che qualunque operazione fatta presuppone l’invio di pacchetti dati da qualche parte affinché l’operazione si possa concludere con successo.

Un pacchetto dati rappresenta quindi una serie di informazioni raccolte insieme e spedite da qualche parte.

  • Vuoi vedere le foto che tipicamente vengono archiviate sul cloud del tuo telefono? Vengono mandati dei pacchetti di dati al server che gestisce le foto in cloud affinché risultino visibili solo le nostre foto.
  • Vuoi vedere un video su YouTube? Vengono mandati dei pacchetti dati al server di YouTube con il tipo di video che vogliamo vedere e poi lui risponde con dei pacchetti dati che contengono il filmato… oggi lo chiamiamo streaming.
  • Vuoi condividere una foto su Whatsapp? Viene mandato un pacchetto dati al server di Whatsapp contenente la foto da condividere, il nostro nome e il nome della persona a cui vogliamo mandare la foto (ovviamente stiamo semplificando all’ennesima potenza).

Tipicamente qualunque sia il pacchetto dati che viene inviato, è sempre possibile conoscere il mittente ed il destinatario ed ecco quindi il perché del simpatico Avatar virtuale che rappresenta il sig. Litwak e poi più avanti nel film tutte le persone connesse ad internet e intente a navigare.

Abbiamo introdotto 3 termini specifici e vediamo quindi di qualificarli:

  • Cloud. Il termine con cui oggi si identificano tutti i servizi on-line che permettono di archiviare informazioni quali foto o documenti senza la necessità di averle all’interno di un nostro dispositivo fisico come un pc o un telefono. La buona notizia è che quindi possiamo sempre accedere ai nostri dati usando un qualunque dispositivo collegato in rete, quella cattiva è che abbiamo meno controllo sui nostri dati visto che in effetti non li teniamo in casa. Se volete un esempio semplice: prima i soldi si tenevano in casa dentro il materasso o sotto un mattone (dispositivo fisico) oggi è uso comune darli in gestione alla banca che ci permette poi di ottenerli indietro usando il bancomat a prescindere da dove ci troviamo… i nostri soldi sono in cloud presso la banca.
  • Server. Il termine con cui si identifica un computer molto potente collegato in rete e capace di gestire una grossa quantità di richieste al secondo. Pensate a tutti gli utenti che ogni giorno si collegano a Facebook nel mondo e immaginate quindi la quantità di computer necessari per evitare di avere rallentamenti mentre curiosiamo tra le attività dei nostri amici.
  • Streaming. Il termine con cui si indica una sequenza di pacchetti dati tipicamente di tipo audio/video veloce a sufficienza da permetterci di guardare un film o ascoltare una canzone senza salti o interruzioni temporanee. Se dico Netflix o Spotify vi viene in mente qualcosa?

Proposte per giocare – La nostra classe è Internet

E siccome vogliamo solo far comprendere quello che succede ma non vogliamo degli informatici a tutti i costi ecco la nostra proposta di gioco.

Comunicazione senza fili scrivendo messaggi di carta e lanciandoli da una parte all’altra della classe.

  • identificare alcuni bambini che faranno da server ovvero forniscono informazioni. I server possono essere specializzati su una materia o fornire oggetti in streaming (es. un disegno tagliato in pezzi e spedito un pezzo alla volta nella giusta sequenza).
  • gli altri bambini invieranno semplicemente le richieste.

Es. scrivo una domanda e lancio il biglietto al compagno server, se lui non è specializzato per quella risposta manderà la domanda ad un altro server e così via. Alla fine la risposta deve arrivare al mittente iniziale, se in uno dei lanci cade per terra significa che la richiesta è andata perduta…

Questo semplice gioco ci permette di comprendere la complessità dei pacchetti che viaggiano ogni giorno intorno a noi senza rendercene conto e la difficoltà nel gestire correttamente le informazioni in transito all’aumentare delle persone e delle richieste.

Buon divertimento e alla prossima lezione di digitale con Ralph.

Un commento su “Il digitale con Ralph: lezione 2

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