Il digitale con Ralph: lezione 3

Continuiamo con l’esplorazione di Ralph Spacca Internet e questo mese ci occupiamo di Internet e in particolare dei social network.

Quando i due protagonisti vengono impacchettati e spediti nell’etere (vedi la lezione scorsa per i dettagli) si ritrovano in poco tempo a sorvolare un immenso mondo pieno di palazzi, case e grattacieli. Ovviamente quelli più in vista rappresentano le grandi compagnie digitali che al momento si sono affermate sul mercato tra cui Google e Facebook.

Internet delle cose

Gli autori hanno immaginato internet come un luogo sterminato del quale non si riesce a vedere il confine. Oggi su internet sono connessi milioni e milioni di computer e dispositivi mobili se consideriamo tablet e smartphone ma non ultimo con l’avvento dell’internet delle cose (iot – internet of things) anche milioni di dispositivi di altra natura come ad esempio lavatrici, frigoriferi, lampadine e telecamere solo per citare alcuni oggetti veramente comuni. In questi termini in effetti internet è sterminata oggi sicuramente più che 20 anni fa.

Ma perché si parla di internet delle cose e quale può essere il vantaggio? Ogni dispositivo connesso alla rete è in grado di raccogliere informazioni e inviare e ricevere dati. Senza ricadere nel facile scenario alla Orwell 1984 dove il grande fratello controlla tutto quello che facciamo, grazie all’iot possiamo ad esempio immaginare che un dispositivo collegato a casa nostra possa comunicare con un server per le previsioni del tempo e valutare se chiudere le tende da sole prima del temporale o accendere il riscaldamento in caso di abbassamento della temperatura. Lo stesso dispositivo, in caso di pioggia potrà avvertire il server meteorologico fornendo dati in tempo reale sull’intensità della pioggia, il vento e altri elementi che contribuiranno a migliorare le previsioni future.

Twitter

Mentre viaggiano a velocità pazzesca, Ralph e Vanellope vengono affiancati da centinaia di uccellini che rappresentano Twitter, la parola infatti significa cinguettio ed ecco spiegati gli uccellini. Ma cosa rende Twitter diverso ad esempio da Facebook?

La caratteristica del cinguettio associato agli uccellini non è legata solo al nome; all’interno di Twitter è possibile scrivere testi brevi, in origine solo 160 caratteri oggi fino a 280, perché l’idea è quella di poter segnalare argomenti di interesse senza dilungarsi in frasi o discorsi troppo lunghi, proprio come un uccellino che dice solo “cip”. Ecco quindi cosa rappresenta il cinguettio: un breve testo.

Altro elemento che differenzia i due social è la modalità di comunicazione verso gli altri: se Facebook è un social orientato alle amicizie e quindi si tende a costruire ed ampliare un gruppo composto da persone conosciute, tipicamente parenti e amici di varia natura, Twitter al contrario prevede una modalità di comunicazione rivolta a chiunque e nessuno in particolare. Saranno le persone a valutare se quello che diciamo è interessante e quindi a decidere se diventare o meno nostri follower. Il follower è infatti colui che dichiara interesse per una particolare persona e decide di seguirla, dall’inglese follow, per essere informata sui prossimi twit.

Ma come fa una persona decidere se iniziare a seguirci su twitter? Naturalmente la componente conoscenza e amicizia è sempre il primo punto di partenza tuttavia la potenza di twitter è legata alla possibilità di raggiungere tantissime persone e per farlo nel modo giusto occorre utilizzare al meglio gli #hashtag, parole precedute dal simbolo di cancelletto.

In ogni istante, Twitter conta la quantità di twit che hanno a che fare con lo stesso hashtag e permette di ricercare i twit per argomento. Tanto più un hashtag verrà utilizzato in un breve lasso temporale tanto più twitter lo eleggerà trend topic ovvero argomento del momento. Capite quindi perché durante una manifestazione viene ormai spesso indicato di utilizzare un hashtag specifico? Pensate ad esempio a Sanremo o Miss Italia.

L’hashtag rappresenta quindi la grande potenza di Twitter ma è anche l’elemento più complicato da creare e inventare ovvero non è così semplice usare un hashtag che possa essere di interesse cercando di non utilizzare parole comuni e scontate che sicuramente si perderebbero in mezzo a milioni di twit simili.

Se volessi ad esempio parlare di scuola digitale potrei usare #suoladigitale ma questo non mi eleva al di sopra di tanti altri testi simili, dovrò quindi identificare un tema specifico potenzialmente di interesse e usare un hashtag più adatto. Se mi occupo di scrittura digitale creativa potrei quindi usare #scritturadigitale ma questo non identifica necessariamente l’ambito di applicazione che nel mio caso sono i bambini. Ecco allora la possibilità di utilizzare più hashtag insieme per collegare due o più concetti: #scritturadigitale #forestaombrosa #officinaeducativa.

Proposte per giocare – Conversare in classe con gli hashtag

L’esercizio è semplicissimo.

L’idea è quella di iniziare a parlare di qualcosa in classe, quindi va bene una lezione di storia quanto discutere su un evento televisiovo o altra situazione di interesse per i bambini.

Mentre si parla, i bambini dovranno provare a inventare degli hashtag che verranno scritti alla lavagna e rappresentano il tema principale rispetto a quello che hanno da dire.

Man mano che gli hashtag arricchiscono la lavagna cercheremo di capire quali sono gli argomenti di tendenza in base a quanti bambini decidono di riutilizzare un hashtag già presente.

Naturalmente occorre essere brevi e sintetici per rispettare la regola del cinguettio.

Buon divertimento e alla prossima lezione di digitale con Ralph.