Il digitale con Ralph: lezione 4

Continuiamo con l’esplorazione di Ralph Spacca Internet e occupandoci ancora di internet e dei motori di ricerca che spesso usiamo quasi senza pensare alle tante funzionalità offerte.

Quando i due amici entrano in internet atterrano in un’enorme piazza. La piazza rappresenta in qualche modo le tante possibilità che abbiamo a disposizione quando navighiamo in internet e in effetti una piazza rappresenta bene il concetto: in una piazza arrivano strade diverse da poter prendere e al suo interno sono presenti solitamente negozi di vario tipo che possiamo esplorare. La piazza è in qualche modo la nostra pagina preferita del browser, qualcuno utilizza la home page di Google, altri la pagina del Corriere, altri ancora pagine di servizi come Virgilio o Yahoo.

Qualunque sia la vostra home page una cosa è certa, vi permette di accedere ad alcuni servizi e funzionalità di base per poi partire ad esplorare internet in base alla curiosità del momento.

Il Browser, questo sconosciuto

Abbiamo usato il termine browser ed è giusto quindi identificarlo e definirlo. Il browser è quell’applicazione nata appositamente per permettere la navigazione su internet. I browser più comuni sono Chrome, Firefox e Internet Explorer ma esistono anche Edge, Safari e Opera sempre per restare tra i più comuni.

Qualunque cosa voi facciate su internet normalmente la state facendo tramite un browser, anche quando navigate da tablet o smartphone.

Il browser conosce gli indirizzi su internet e permette di spostarci tra un sito e l’altro semplicemente cliccando su un link ipertestuale come questo o digitando nella barra degli indirizzi un URL come questo: http://www.officinaeducativa.com

Quando navighiamo su internet il browser è in grado di ricordare le cose che abbiamo chiesto e visitato in modo da poter proporre successivamente contenuti simili per attinenza. Avete presente quando cercate un giocattolo per vostro figlio e dall’istante successivo il browser vi propone banner pubblicitari di giocattoli? Ecco, questo accade per via della capacità che ha il browser di memorizzare informazioni all’interno di piccoli elementi che si chiamano cookies letteralmente “biscotti” anche se l’analogia è più legata al concetto di gettone o biglietto del guardaroba grazie al quale si può risalire al possessore di una certa giacca.

I cookies sono ormai utilizzati da qualsiasi applicazione o sito per memorizzare la nostra identità, i nostri gusti e le nostre preferenze. Potenzialmente offrono una grande quantità di informazioni statistiche utilizzabili per gli scopi più disparati tra i quali i più comuni sono appunto il marketing e la pubblicità.

I popup pubblicitari

Quando Vanellope e Ralph cominciano a camminare per andare verso il chioschetto di LeSoTutte vengono assaltati da tanti piccoli omini con dei cartelli in mano che promuovono le cose più disparate. Questi omini rappresentano i popup pubblicitari, quelle fastidiose finestre che si aprono quando cerchiamo di leggere una pagina internet. Lo scopo del popup è quello di pubblicizzare un sito o un prodotto con il fine di cliccare su di esso per andare sulla pagina pubblicitaria e attirare potenziali clienti.

Nati con un buon intento, i popup sono poi diventati sempre più fastidiosi e presenti tanto infatti che i browser più comuni sono in grado di bloccarli automaticamente e ad esempio il browser Safari di Apple propone una modalità di visualizzazione delle pagine detta “modalità lettura” che elimina oltre ai popup tutti gli eventuali altri elementi di disturbo.

Il motore di ricerca

Arrivati al chiosco di LeSoTutte, capiamo subito che si tratta di un motore di ricerca e che anche lui utilizza i cookies per ricordare le ricerche precedenti fatte dalle persone in coda.

Quando arriva il turno di Vanellope, LeSoTutte dice di non avere un profilo registrato della ragazzina proprio perché è la prima volta che lei utilizza quel servizio ed ecco che viene quindi creato e salvato un nuovo cookies. La seconda volta che Vanellope si presenterà a LeSoTutte, più avanti nel film, lui ricorderà che lei era stata gentile e lo aveva ringraziato, questo perché ha salvato queste informazioni nel cookie (ovviamente in un vero cookie non vengono salvate queste informazioni ma all’interno del film è una bella trovata per spiegarne il senso).

Altra funzionalità ormai data per scontata che LeSoTutte mette a disposizione è l’autocompletamento, in particolare lui cerca di indovinare quello che sta per dire Vanellope. Avete presente quando iniziate a scrivere su Google un testo e lui vi propone una lista di parole o frasi che iniziano con quelle lettere? Quello è l’autocompletamento del testo ed è una funzione ormai presente in tantissime applicazioni che ci permette di velocizzare la digitazione dei caratteri e utilizzare termini di ricerca comuni utilizzati da altri navigatori del web.

Esistono tanti motori di ricerca ma naturalmente il più noto è certamente Google. Altri motori sono ad esempio Yahoo, Bing e DuckDuckGo, quest’ultimo ha come punto di forza dichiarato il fatto di non utilizzare volutamente i cookies per tracciare la cronologia di ricerca.

Oltre ai motori di ricerca, in questo momento assistiamo anche ad un altro fenomeno, l’ascesa di YouTube come portale di conoscenza e informazioni. Avete mai provato a cercare qualcosa su YouTube che non siano video buffi o canzoni? Potreste stupirvi ma esiste veramente di tutto: dal video su come dipingere una parete a quello che spiega come preparare una torta, dal tutorial su come riparare le ruote del trolley alle lezioni di inglese. In questo senso YouTube rappresenta una nuova forma di cercare e trovare informazioni: non sono più interessato al testo accademico e le definizioni, cosa per la quale esiste Wikipedia, ma voglio andare direttamente al problema e capire come risolverlo o sentire qualcuno che parla di un certo argomento magari spiegandolo con parole semplici.

Vediamo infine i risultati delle ricerche. Vanellope riesce a fare una ricerca talmente precisa da ottenere un unico risultato e viene quindi rimandata al sito di E-Bay per acquistare il volante del suo videogioco. Normalmente non si è così tanto fortunati e i risultati ottenuti sono centinaia se non migliaia, questo per via della grande quantità di informazioni presenti su internet. Se ci pensate tipicamente ci limitiamo alla prima pagina proposta dal motore di ricerca, questo perché ci fidiamo dell’algoritmo che propone i risultati… il concetto è spiegato simpaticamente da questa frase “Qual è il miglior posto per nascondere un cadavere? Nella seconda pagina dei risultati di Google” (quella dove nessuno va mai a guardare, pensateci…)

Proposte per giocare – I motori di ricerca specializzati

Alcuni bambini fanno finta di essere dei motori di ricerca specializzati su un certo tema (storia, geografia, …) mentre gli altri fanno ricerche formulando ai motori delle domande specifiche.

Ad ogni domanda il motore di ricerca risponde a voce se ha già la risposta o la cerca sul libro di testo.

Il motore di ricerca memorizza su un foglio la domanda e la persona che l’ha fatta.

Alla domanda successiva il motore di ricerca proverà a capire se ha già risposto in precedenza e in questo caso avrà quindi una risposta già pronta.

Man mano che le domande arrivano, la lista di risposte date aumenta e rappresenta la lista di autocompletamento e i cookies raccolti dal motore di ricerca. Nel frattempo avremo anche studiato qualche lezione in maniera divertente contaminando diversi linguaggi tra loro.

Buon divertimento e alla prossima lezione di digitale con Ralph.