Bambini, genitori e noia all’epoca del Coronavirus

Tutti quanti stiamo vivendo giorni complicati, intrappolati dalla miriade di notizie relative al contagio da CoronaVirus e angosciati e increduli per quello che sta accadendo.

Siamo fatti per vivere con i nostri simili, stringere relazioni e condurre, tra le varie cose, anche una vita sociale. Il paradosso di queste tristi giornate è, invece, quello di essere LONTANI MA VICINI, lontani fisicamente ma vicini nell’animo e nella condivisione di una grande difficoltà comune. 

Separati dalle persone che non appartengono al nostro nucleo familiare, ma in prossimità assoluta con i nostri figli, i mariti e le mogli. 

Una convivenza strettissima, forzata ma necessaria, che sta rompendo gli equilibri relazionali in molte case, eh sì, perché, diciamocelo, saremo anche degli esseri sociali, ma avere ogni tanto uno spazio proprio, individuale e di solitudine è necessario, rigenerante e fisiologico. 

E poi c’è la noia, dobbiamo fare i conti, come da definizione del termine, con una prolungata condizione di monotonia e uniformità che ci suscita, spesso, e soprattutto nei bambini, impazienza e irritazione. 

E l’insofferenza dei bambini provoca nervosismo e sconforto nei genitori; è un cane che si morde la coda, una circolarità dalla quale non si esce.

Sarà per questi motivi che le pagine Facebook di molte scuole, soprattutto dell’infanzia, stanno sfornando, a ritmo incessante, suggerimenti di attività pseudo laboratoriali affinché i genitori possano tenere impegnati i loro figli in totale autonomia. 

Le attività laboratoriali proposte a scuola hanno un significato importante per i bambini proprio perché inserite nel loro contesto specifico, la scuola appunto, e perché avvengono in un ambiente di relazione con i pari e con l’educatore, fondamentale per l’apprendimento.

Lo stesso tipo di attività svolto a casa in solitudine dal bambino diventa “pseudo laboratoriale” in quanto, pur essendo un momento di svago piacevole, perde buona parte delle caratteristiche sopra citate.

Dobbiamo essere realistici ed onesti, sono consigli pensati maggiormente per mamme e papà disperati e non per i bambini che dallo stato di noia potrebbero, inaspettatamente per noi, trovare dentro di sé stimoli creativi impensati: loro sono capaci di grandi meraviglie, apparentemente fatte di niente! 

Teniamo inoltre presente che, quasi mai, i “lavoretti” (termine che amo poco) fatti a casa, oltretutto di breve durata, soddisfano il bisogno dei genitori di impegnare e rendere autonomi i propri figli mentre loro fanno altro: generalmente i bambini chiedono comunque aiuto, sostegno, vicinanza e collaborazione da parte del genitore con il quale vorrebbero condividere l’esperienza dell’attività. Non c’è niente da fare, se siamo a casa con loro, loro vogliono stare con noi!

Quindi demonizziamo quelle mamme e quei papà che sfruttano questi suggerimenti per ricavare i necessari spazi alle loro attività lavorative e a se stessi? 

Assolutamente no! 

Vorrei però suggerire la riflessione che non è necessario riempire, spasmodicamente, tutti i momenti di noia dei nostri figli. La noia è silenziosamente produttiva perché permette al bambino di trovare dentro di sé le risorse creative necessarie per uscire dall’impasse. L’autonomia, gli apprendimenti, la crescita passano anche da momenti di frustrazione e monotonia: lasciamoli dunque liberi di annoiarsi, senza “lavoretti” predefiniti e noi continuiamo le nostre faccende da adulti. Dobbiamo solo pensare con convinzione che i bambini hanno tutti gli strumenti, dentro di loro, per combattere il tedio di questi giorni.

Così facendo, acquisteranno, di conseguenza, maggiore valore quei momenti della giornata in cui, invece, decideremo di dedicarci a loro. 

Diventerà un tempo trascorso insieme, intenso, qualificato e fatto di condivisioni di esperienze comuni: giochi di ogni tipo, anche digitali, letture, ascolto di musica, attività in cucina, visione di cartoni animati e film… qualsiasi cosa purché fatta insieme!

A titolo di esempio, Officina Educativa, sta proponendo in queste settimane un’attività di aggregazione familiare molto divertente dedicata all’invenzione di storie digitali e alla loro rappresentazione grafica (disegni): la Foresta Ombrosa.

Un progetto, gratuito, che ha dato origine ad una community di bambini, genitori ed insegnanti appassionati di scrittura creativa e desiderosi di condividere con altri la propria fantasia e le proprie storie, soprattutto in questi giorni particolari dove l’unione, seppur a distanza, fa la FORZA!

Per conoscere e approfondire il nostro progetto visita la pagina della Foresta Ombrosa.

A supporto dei pensieri espressi in questo breve testo, suggerisco anche la lettura dell’interessante articolo di Laura Branca “Lezioni on line per bambini della scuola d’infanzia?”.

Sono laureata in lettere Moderne con orientamento pedagogico e mi occupo, con particolare riferimento alla teoria dei 100 linguaggi di Malaguzzi, della supervisione pedagogica e della formazione degli insegnanti. Ho approfondito le tematiche relative alla crescita dei piccoli, alle loro emozioni e ai loro apprendimenti attraverso l’utilizzo degli albi illustrati.