Il nostro sito si rinnova

Dopo quasi un anno di vita, il nostro sito cambia faccia e si rinnova per adattarsi ancora meglio ai dispositivi mobili: smartphones e tablet.

Buona lettura

Il team di LibroGiocando

 

Diventa Socio

Benvenuto aspirante Socio.

Perché diventare Socio?

  • Per avere accesso a contenuti esclusivi come ad esempio quelli del progetto Foresta Ombrosa.
  • Per poter partecipare a tutti gli eventi e workshop destinati ai soci.
  • Per restare sempre aggiornato sulle nostre attività.
  • Per partecipare attivamente ad una fantastica avventura.

Per proporre la tua candidatura a Socio di LibroGiocando Officina Educativa devi seguire questi quattro semplici passaggi:

  1. leggere e approvare lo statuto ed il regolamento interno della nostra Associazione.
  2. compilare il modulo di adesione a Socio.
  3. provvedere al pagamento della quota associativa annuale.
    • La quota associativa è stabilita in 20 euro l’anno e deve essere corrisposta da tutti i Soci che fanno richiesta di iscrizione. Il pagamento della quota associativa può avvenire per contanti o mediante bonifico bancario. 
  4. inviare il modulo di adesione compilato e firmato e la ricevuta di bonifico effettuato all’indirizzo e-mail info@officinaeducativa.com

Dati per il bonifico su conto corrente bancario dell’Associazione

Codice IBAN: IT23Q0301503200000003655483

Intestato a: LibroGiocando Officina Educativa

Causale: “Socio, nome e cognome del socio” (es. “Socio, Mario Rossi”)


Per qualunque dubbio o informazione aggiuntiva puoi scriverci utilizzando la nostra pagina dei contatti.

La Foresta Ombrosa

La Foresta Ombrosa è un progetto che unisce il piacere della scrittura ai laboratori didattici passando per la lettura degli albi illustrati e ovviamente approdando su di una piattaforma digitale per creare via via una community di bambini e insegnanti.

Da dove siamo partiti e perché?

Oggi un bambino di 3 anni è già in grado di sfogliare una libreria di foto su un tablet e sbloccare un telefono cellulare con il dito tuttavia crediamo che questo non sia sufficiente per parlare di competenze digitali.

In assenza di indicazioni chiare sulla tecnologia, i bambini si ritroveranno nella stessa situazione che molti di noi hanno vissuto in passato con l’inglese: studiato poco e male a scuola e non necessariamente imparato a sufficienza in età adulta.

Parliamo di competenze digitali perché i bambini:

  • scrivono le loro storie utilizzando un computer,
  • cercano le immagini su internet,
  • pubblicano le storie in un loro mini blog all’interno della Foresta Ombrosa.

L’idea quindi è quella di svolgere semplici attività didattiche ma di grande valore in termini di autostima e acquisizione delle conoscenze. La tecnologia diventa di fatto un tramite, il mezzo per lavorare su aspetti ben più importanti:

  • fantasia,
  • concentrazione,
  • scrittura creativa,
  • contesto collaborativo,
  • portare a termine obiettivi precisi.

Leggi sotto i nostri ultimi racconti o naviga per categorie utilizzando l’elenco sulla destra.

 

Riconoscimento corsi MIUR

Hai mai sentito quel proverbio africano che recita

“Come fai a mangiare un elefante intero? Un boccone alla volta”

Ecco, questo descrive esattamente il percorso che la nostra Associazione sta facendo in questi mesi; costituiti a giugno scorso, siamo ormai al giro di boa, il primo anno è quasi andato.

La notizia di oggi è che finalmente dopo mesi di paziente attesa, l’ufficio scolastico regionale per la Lombardia ha riconosciuto la nostra Associazione e approvato i 5 corsi di formazione presentati lo scorso ottobre. Qui la circolare ufficiale dal sito USR Lombardia.

Dal prossimo anno scolastico gli insegnanti e le scuole interessate potranno partecipare ai nostri percorsi di formazione scegliendo tra questi cinque titoli:

  1. Il digitale e i 100 linguaggi. Un corso che ha come finalità principale quella di rendere autonomo l’insegnante nella definizione e applicazione creativa di nuovi modelli didattici sfruttando le potenzialità offerte dagli strumenti digitali.
  2. Laboratori digitali in pratica. Un corso che ha come finalità principale quella di fornire all’insegnante una panoramica su alcuni strumenti digitali gratuiti disponibili sul web grazie ai quali poter realizzare semplici laboratori digitali o vere e proprie lezioni innovative a tutto vantaggio e interesse degli studenti.
  3. MotorYoga: lezioni di motoria con lo yoga. Un corso che ha come finalità principale quella di permettere ai docenti della scuola primaria di introdurre pratiche fisiche provenienti dalla disciplina dello Yoga da utilizzare durante l’ora di Motoria e di apprendere ulteriori tecniche di base che permettono di agire sulla sfera mentale-emotiva del bambino.
  4. Tecniche Yoga per classi Montessori. Un corso che ha come finalità principale quella di permettere ai docenti di impiegare tecniche e strumenti pratici derivanti dalla disciplina yoga all’interno della classe.
  5. Il ruolo educativo e l’immaginario dell’insegnante nel rapporto con bambini e genitori. Workshop con il metodo LEGOⓇ SERIOUS PLAYⓇ. Un corso che ha come finalità principale quella di fornire all’insegnante maggiore consapevolezza rispetto al proprio modello educativo, all’idea di bambino e alle dinamiche relazionali tra insegnante e genitore.

Seguiranno prossimamente ulteriori dettagli sui corsi ma volevamo iniziare a condividere fin da subito le ulteriori possibilità offerte dalla nostra Associazione.

Quali altre cose abbiamo fatto fino ad oggi?

Non sto ad annoiarti con i dettagli sui tanti aspetti burocratici e amministrativi che comunque esistono anche per una realtà no-profit come la nostra ma vorrei piuttosto mettere l’accento sulle cose più belle fatte fino ad ora:

  • 4 tavoli pedagogici all’interno dei quali confronto, crescita individuale e nuove idee non sono mancate.
  • 4 workshop LEGO SERIOUS PLAY dove i coraggiosi partecipanti hanno sperimentato sulla propria pelle cosa vuol dire mettersi in gioco ed esplorare idee e pensieri spesso sopiti o ritenuti poco utili.
  • Un lungo tour natalizio per le biblioteche di Milano grazie al quale abbiamo conosciuto tante belle persone e speriamo di aver donato un po’ di allegria ai tanti bambini che sono venuti a trovarci.

Potrei continuare ma tutto questo mi serviva per dire che l’elefante è ancora bello grosso e l’appetito non ci manca, ti aspettiamo.

Buon lavoro a tutti

Diventa socio

Sabato 20 aprile era la vigilia di Pasqua e l’inizio di un lungo ponte che per molti significa ferie, gite e relax. Milano era deserta come al solito; appena possibile la città si svuota e chi resta può finalmente spostarsi in macchina senza fare lunghe code come accade normalmente durante una tipica giornata di lavoro.

Sabato 20 aprile non tutti erano partiti per il ponte, qualcuno era ancora a Milano e tra questi, sette persone erano interessate a scoprire le potenzialità del metodo LEGO® SERIOUS PLAY® nei contesti educativi e si sono ritrovate al nostro workshop esplorativo.

Siamo ripartiti dal video utilizzato per promuovere l’evento, quello in cui una dirigente di una scuola dell’Ohio racconta come è riuscita a capovolgere la complicata situazione di un suo alunno di 6 anni lavorando insieme al corpo docente su questi tre ingredienti:

  • ascoltare per comprendere
  • pensare fuori dagli schemi
  • cercare la soluzione all’interno del sistema

Il nostro punto di vista è che questi ingredienti ci appartengono anche se non sempre ne siamo consapevoli e abbiamo indirizzato la questione richiamando alla mente il pensiero di alcuni personaggi illustri:

  • Peter Drucker dice che l’errore più comune che si compie all’interno delle organizzazioni è quello di isolarsi dal contesto concentrandosi solo su quello che si ritiene essere il proprio lavoro. Dice anche che la parte più difficile della comunicazione è ascoltare quello che non viene detto. Questo ha molto a che fare con l’ascoltare per comprendere;
  • Seymour Papert, ha introdotto la teoria del costruzionismo nei modelli di apprendimento e sostiene che la costruzione di oggetti esterni, artefatti cognitivi, permette di aumentare il processo di apprendimento attingendo spesso a risorse sopite all’interno dell’individuo. Questo ha molto a che fare con il pensare fuori dagli schemi;
  • Maria Montessori sostiene che dall’esame del dettaglio nasce lo studio dell’insieme. Noi , come parte di un sistema piccolo o grande a piacere, contribuiamo ad esso con dettagli caratteristici. L’esame di questi dettagli e la relazione tra essi ci permette di comprendere meglio il sistema stesso nella sua interezza. Questo ha molto a che fare con il cercare la soluzione all’interno del sistema.

Una volta completata questa breve panoramica, i cui ingredienti hanno molto a che fare anche con LEGO® SERIOUS PLAY®, siamo passati alla sperimentazione diretta da parte dei partecipanti.

Abbiamo iniziato con delle semplici attività di costruzione delle abilità per poi passare a interrogarci sull’idea di bambino che ciascuno aveva in mente. Il confronto è stato aperto e fruttuoso: in maniera completamente naturale alcuni partecipanti hanno trovato un punto di vista comune sul tema senza nemmeno discuterne troppo, solo perché i modelli individuali combinati in un certo modo, esprimevano al meglio un concetto più generale e completo.

 

IMG_2802

In generale per il gruppo di lavoro i bambini sono:

  • liberi,
  • esploratori,
  • bloccati dall’adulto,
  • in continua scalata per superare i normali ostacoli della vita,
  • colorati,
  • pieni di possibilità.

Quando poi abbiamo esplorato il rapporto tra questi bambini e la tecnologia sono emersi ulteriori argomenti che per questioni di tempo non abbiamo potuto approfondire:

  • il controllo da parte degli adulti,
  • il pericolo,
  • le enormi possibilità,
  • la capacità di connettere con gli altri (coetanei e non).

Personalmente mi porto a casa una bellissima esperienza in cui ancora una volta, persone che non si erano mai incontrate prima, sono riuscite in poche ore a instaurare un dialogo costruttivo e produttivo tra loro esplorando al tempo stesso le loro idee e il loro modo di pensare a certi argomenti. Il metodo LSP aiuta e favorisce questo tipo di dinamiche perché permette di concentrarsi sulla rappresentazione delle idee, i modelli, astraendo dalla persona che costruisce, quindi si ragiona e si condividono idee rispetto a quello che il modello rappresenta e non rispetto alla persona che lo ha costruito, cosa che mette tutti maggiormente a proprio agio sentendosi più liberi di potersi esprimere.

Se sei interessato ad organizzare un tavolo educativo LEGO® SERIOUS PLAY® all’interno della tua struttura non esitare a contattarci.

Buon lavoro

Oggi vi segnalo lo studio “Vivere nel digitale, una guida per comprendere la natura e le logiche della trasformazione digitale” un dossier realizzato dalla school of management dell’Università di Torino.

Dal link è possibile scaricare il dossier di 19 pagine dove trovate una trattazione generica e di altissimo livello su alcune nuove tecnologie e termini che sempre più fanno parte della nostra vita: dal machine learning alla realtà aumentata passando per l’intelligenza artificiale e internet of things.

Perché può essere interessante leggere questo dossier? Perché offre diversi spunti di riflessione legati al nostro mondo digitale, alle nuove professioni del futuro e alle abilità sempre più utili e richieste per riuscire a lavorare in questo mondo guidato dai dati.

Spero sia utile. Buona lettura.

Ogni workshop è diverso. E’ diverso perché ogni volta le persone sono diverse e non sai mai cosa succederà tra un giro di tavolo e l’altro. E’ diverso perché gli argomenti si adattano al tipo di tavolo e quindi anche lo stesso argomento assume mille sfaccettature diverse in base al contesto specifico.

Ieri ero con i coordinatori del gruppo scout di Baggio: otto persone che per estrazione, mestiere e ruolo, portavano tanta diversità al tavolo di lavoro. La diversità, che spesso viene vissuta come un problema è un elemento fondamentale per il confronto e in tavoli come questo si manifesta in tutta la sua potenza ed efficacia.

Sono arrivato presentandomi e conoscendo lì per la prima volta la maggior parte di loro. Come sempre accade, alla vista dei mattoncini c’è il preoccupato che teme di non essere all’altezza, c’è il curioso che non vede l’ora di cominciare e c’è il perplesso che non è convinto dall’idea di giocare con le costruzioni.  Bastano però pochi giri di tavolo, quelli che riguardano la costruzione delle abilità ovvero il prendere confidenza con il metodo senza preoccuparsi troppo del resto e tutti sono attenti e interessati a quello che potrà succedere dopo.

56513095_10215247127745914_1994438896498245632_n

I temi trattati erano essenzialmente tre, legati al rapporto tra il coordinatore e il suo gruppo di scout:

  • assegnare un compito/incarico non sempre viene compreso al volo rispetto all’idea che ognuno di noi ha in mente,
  • riflettere su cosa significa essere organizzati per portare a termine un compito,
  • condividere insieme il concetto di fiducia, elemento fondamentale per un gruppo coeso e armonioso.

In questa seconda parte del workshop, quella dove si sperimenta il gioco serio, i partecipanti hanno capito che il gioco diventava duro e impegnativo, hard fun, e quindi:

  • qualcuno si è scontrato con l’incapacità di costruire,
  • qualcun altro ha vissuto il blocco creativo legato al tempo limitato che scorre,
  • qualcun altro ancora ha pensato di non aver costruito qualcosa di interessante per il gruppo di lavoro.

In realtà ve sempre tutto bene, non esiste un modo giusto per costruire e non c’è una regola, non c’è giudizio: il tuo modello, quello che hai davanti dopo che il facilitatore ti dice che hai finito il tempo a disposizione per costruire, racconta comunque qualcosa di te e del tuo punto di vista sull’argomento oggetto della sfida.

56874394_10215247127145899_5028001553525506048_n

Alla fine il feedback del gruppo è stato in generale positivo e come spesso accade c’è lo stupore per aver capito che in poche ore si è lavorato molto più e meglio rispetto a tante altre situazioni di confronto sperimentate in passato. Questo è il metodo LEGO® SERIOUS PLAY® e personalmente anche io come facilitatore mi porto sempre a casa qualcosa di nuovo e differente: ogni volta che si innesca un dialogo con le persone, quando entri in contatto con loro in maniera sincera e trasparente, si cresce insieme e si arricchisce di un altro po’ il proprio bagaglio di esperienza.

Contattaci per organizzare anche insieme a te un tavolo di confronto con il metodo LEGO® SERIOUS PLAY®.

Buon lavoro

La mia formazione pedagogica non è di natura universitaria, ma si è realizzata direttamente sul campo, a contatto con l’esperienza educativa vera, quotidiana, quella che si realizza tutti i giorni nei contesti educativi. Lo scambio di riflessioni tra colleghe, le èquipe, i corsi di formazione offerti a vario titolo dal territorio in cui opero con i miei servizi, sono, per me, momenti di crescita e opportunità di arricchimento impagabili.

Ma che cosa mi dovevo aspettare dalla partecipazione ad un Tavolo Pedagogico, o meglio, che cos’è un Tavolo Pedagogico? Ebbene sabato mattina i miei quesiti hanno avuto risposta. Mi sono trovata immersa in un gruppo di lavoro omogeneo per competenza educativa ma eterogeneo per provenienza di servizio (nido, scuola dell’infanzia, scuola primaria). Un gruppo concreto, coinvolgente, dove molti si conoscevano per la prima volta, che ha discusso, ininterrottamente, sul tema del tavolo: “i bambini difficili che creano disagio agli educatori”.

Le tre ore d’incontro sono trascorse veloci, forse anche perché l’argomento oggetto di discussione è molto attuale e di grande interesse nel mondo educativo e poi questo gruppo non ha certo lesinato nel riflettere, argomentare, riportare esperienze personali, un gruppo dove i singoli erano davvero desiderosi di raccontarsi. Ho ascoltato con voracità le esperienze delle educatrici che lavorano in realtà vicine alle mie, dalle quali ho colto spunti di riflessione utili anche per la mia èquipe e per il contesto dei miei servizi.

Mi sono messa in discussione, come spesso mi accade durante i corsi di formazione, ma in maniera differente; mi sono resa conto che intervenire e portare la mia esperienza in questo tavolo è stato del tutto naturale, non ho solo “portato a casa” contenuti, ma ho scambiato riflessioni, non ho solo ricevuto, ma ho anche contribuito alla riuscita di questo tavolo, mi sono, in sostanza, sentita parte attiva, integrante e dinamica di ogni pensiero scaturito in merito ai bambini e alla professione di educatore.

Spesso, nella routine educativa, siamo impegnate nella risoluzione di problemi pratici, emergenze, a volte a discapito di una riflessione pedagogica autentica; trovare un momento in cui poterlo fare, soprattutto con persone che vivono in altri contesti educativi, è davvero arricchente e stimolante. La responsabilità educativa che ci assumiamo nel momento in cui decidiamo di fare questo lavoro è troppo importante per non approfittare di queste opportunità, quindi…pronti per il prossimo tavolo pedagogico?