L’alfabeto del costruire per fare esperienza

Uno degli Alfabeti caratteristici di LOE è il metodo LEGO(r) SERIOUS PLAY(r) (LSP da qui in poi), un metodo che arriva direttamente da Billund, storica città della Danimarca dove nasce e prospera l’azienda dei famosi mattoncini colorati.

Il metodo LSP nasce per risolvere tematiche prettamente aziendali ma le sue potenzialità vanno ben oltre lo scopo per cui è stato pensato ed ecco perché LOE utilizza questa metodologia all’interno dei contesti educativi per proporre a singole insegnanti o intere équipe un modo diverso di pensare e confrontarsi. Sfruttando la potenza delle metafore applicate ai modelli tridimensionali, l’adulto può scatenare riflessioni personali e di gruppo molto profonde e puntare a migliorare rapidamente approccio e punti di vista rispetto al tema che si decide di affrontare.

Questi alcuni degli elementi chiave che decretano il successo di questa metodologia applicata sugli adulti:

  • La condivisione ed il confronto delle idee sono il primo e più importante elemento per favorire la crescita e il miglioramento delle persone e delle organizzazioni.
  • La costruzione di modelli tridimensionali permette di pensare con le mani e riflettere individualmente su conoscenze sopite spesso ignorate o ritenute inutili in un contesto specifico.
  • La soluzione di un problema è all’interno del sistema e gli individui, come parte integrante del sistema, possono contribuire a trovare questa soluzione e portarla a compimento.

Workshop per insegnanti

La proposta di LOE non è limitata ad uno specifico argomento tuttavia a titolo di esempio segnaliamo alcuni temi già trattati in precedenza:

Non esiste un format predefinito e ogni workshop può avere tempi, modi e obiettivi differenti. In generale non esistono due workshop che si possano definire identici.

I nostri workshop sono erogabili anche in modalità on-line. In questo caso i partecipanti ricevono preventivamente un piccolo set di mattoncini da utilizzare durante le varie fasi dell’incontro. Questi workshop on-line permettono di lavorare al meglio rispetto al punto di vista del singolo partecipante e consentono un’ampia condivisione di argomenti e prospettive di miglioramento.

Cosa è il metodo LSP

E’ un metodo con facilitatore per condurre riunioni efficaci che hanno come scopo la condivisione e lo sviluppo di idee o più in generale l’esplorazione di un tema prestabilito e di interesse. Ovviamente più è chiaro e specifico l’obiettivo dell’incontro e maggiore sarà l’efficacia della riunione. Questa in effetti è una delle caratteristiche del gioco serio ovvero un incontro volontario di persone finalizzato a discutere e approfondire un determinato argomento.

Parlando del metodo LSP, ci sono tre elementi fondamentali:

  • Il facilitatore, che guida il gruppo da A a B dove A rappresenta il punto di partenza e B l’obiettivo dichiarato da raggiungere. Ad esempio: rifletto su chi sono ora (punto A) per raggiungere maggiore consapevolezza sulle mie unicità (punto B).
  • I partecipanti, ovvero coloro che prendono parte ad un workshop e si imbarcano in questo viaggio da A a B.
  • I modelli 3D, che offrono lo spunto per riflettere e condividere tutti insieme.

Come funziona un giro di tavolo

Il facilitatore propone una sfida, tipicamente una domanda, a tutti i partecipanti e questi costruiscono un modello tridimensionale utilizzando i mattoncini. Il modello rappresenta la risposta alla domanda e ogni partecipante è tenuto a raccontare la storia che sta dietro al suo modello. Gli altri partecipanti, che ascoltano la storia, possono fare domande specifiche sul modello.

Questo ciclo, che si ripete ad ogni sfida in funzione dell’obiettivo del workshop, scatena riflessioni molto potenti e genera un ampio grado di condivisione tra le persone al tavolo.

Sei interessato ad approfondire l’argomento o vuoi proporre questo metodo nel tuo contesto educativo?

Scrivi a info@officinaeducativa.com

Alcune immagini per comprendere


Conosci già il nostro metodo dei Mattoncini Per Parlare? E’ la trasposizione di LSP rispetto ai bambini per facilitare le dinamiche di classe tra insegnante e alunno e favorire lo storytelling e la scoperta di sé e delle proprie emozioni.